L’economia dello sviluppo studia le trasformazioni economiche e sociali dei sistemi socioeconomici, con particolare attenzione al mondo in via di sviluppo attraverso l'uso della teoria economica, della sociologia, dell'antropologia, della scienza politica, della biologia e della demografia. Negli ultimi anni è fiorita come una delle aree di ricerca più vitali di tutte le scienze sociali.

Il corso fornisce un’introduzione generale sui temi e sugli strumenti relativi all’analisi delle determinanti dello sviluppo economico, alle cause e caratteristiche della povertà e delle disuguaglianze.
Il corso intende introdurre lo studente all'apparato teorico-concettuale dell'Economia Industriale, fornendo strumenti per rappresentare e interpretare i principali fenomen e le relative problematiche.

Considerata sino a qualche decennio fa solo una branca della microeconomia, l’economia industriale si è progressivamente concentrata sull’analisi delle forme che i mercati imperfettamente competitivi possono assumere. La teoria dei giochi ha guidato gli studiosi di economia industriale a individuare svariati meccanismi di interazione strategica fra le imprese e tra una impresa ed i suoi consumatori.



Libri di testo:

Neri Salvadori, Simone D’Alessandro, Domenico Fanelli,
ELEMENTI DI ECONOMIA INDUSTRIALE, Giappichelli Editore, Torino, 2012.

Luis Cabral,
Economia Industriale, Carocci, Roma, 2002.
L’insegnamento si propone di delineare i principali modelli concettuali per analizzare, interpretare e comprendere il funzionamento dei sistemi organizzativi e di fornire concreti strumenti operativi per progettare le strutture organizzative e i loro meccanismi operativi, in relazione alla dinamica delle variabili ambientali, strategiche, tecnologiche, culturali e individuali.

Gli obiettivi formativi-di apprendimento che l’insegnamento intende conseguire sono riconducibili alle tre principali aree del sapere:
- conoscenza (sapere in senso stretto): a) acquisire approcci, metodi, modelli, schemi interpretativi per comprendere: come funzionano i sistemi organizzativi; quali fattori interni ed esterni ne condizionano il funzionamento; in base a quali valutazioni vengono effettuate le scelte organizzative; b) acquisire il linguaggio organizzativo per poter tradurre i problemi in soluzioni;
- saper fare (skill): sviluppare la capacità di scegliere gli strumenti operativi utili per: a) individuare punti di forza e di debolezza del funzionamento dei sistemi aziendali; b) progettare, riprogettare, migliorare le caratteristiche dell’organizzazione interna, a livello di macro-assetto strutturale, di micro-organizzazione del lavoro, di relazioni inter-aziendali;
- orientamenti (saper essere): saper assumere i comportamenti e atteggiamenti più coerenti con le caratteristiche e le finalità del sistema organizzativo.